Il Mondo in cucina. Oggi mangiamo cinese!


Storia, tradizioni, caratteristiche ed ingredienti delle cucine etniche più popolari in Italia.

Tradizione culinaria millenaria, con origini nell’Età della Pietra, sono di allora le prime piantagioni di riso e i primi “spaghetti” o noodles, legata nel suo sviluppo alla medicina ed alla filosofia: la cucina cinese è tra le più ricche, variegate ed apprezzate al mondo.
Una cucina dalla grande varietà, che non esclude a priori nessun tipo di ingrediente (carne, pesce, verdure, spezie) né metodo di cottura (frittura,al vapore, bollitura, ecc), i cui piatti possono essere corposi e dal sapore intenso o delicati e leggeri. Una cucina che si è evoluta nel tempo e con l’espandersi negli anni dell’Impero Cinese, diversa in base alle zone di questo immenso paese e se una prima differenziazione si ha tra quelle del Nord e del Sud una più specifica e tradizionale classificazione è quella tra le “Quattro Scuole” ( Lu, Chuan, Yang e Yue: le cucine di Shandong, Sichuan, Jiangsu e Guangdong), ulteriormente suddivisasi nelle “Otto Scuole”, prima, e nelle “Dieci Scuole” della classificazione oggi vigente.
Tutte però si basano sui principi della filosofia e della medicina tradizionale, per questo un pasto salutare deve armonizzare i 5 sapori (agro, dolce, salato, amaro, piccante) e raggiungere l’equilibrio nella temperatura del Qi: bilanciare gli alimenti Yin, femminili, umidi, teneri, e dall’effetto rinfrescante; e quelli Yang, maschili, fritti, speziati dall’effetto riscaldante.

Ora proviamo l’esperienza di un pasto cinese, o quasi…

Per prima cosa riforniamoci di ciotole, da preferire ai piatti, e di bacchette (potete usare anche le forchette, non lo diremo a nessuno), poste sempre su un tovagliolo o su dei porta bacchette e non a contatto diretto con la tavola: così come con  le ‘nostre’ posate non giocherellate, indicate o fate rumore con le bacchette, e se siete a casa di ospiti cinesi ricordate di non lasciarle nel piatto o infilzate nel riso o nel cibo: è un segnale funereo o di ostilità verso il padrone di casa. Ricordate inoltre di tagliare i cibi in cucina, a tavola non vanno i coltelli, strumenti pericolosi usati per uccidere gli animali, come insegna Confucio.

Risolta la ‘mise en place’ ora dedichiamoci al menù. Se non lo sapeste nella cucina cinese non è presente un ordine per servire le portate ma ogni piatto è portato a tavola contemporaneamente, ecco cosa…
Chi non conosce gli involtini primavera? Consumati in Cina principalmente durante la festa di primavera (il Capodanno cinese), da cui prendono il nome, questi croccanti involucri di pasta, insaporiti da salsa di soia, in cui è racchiuso un ripieno di verdure e carne piacciono praticamente a tutti! (Ecco come prepararli)
Per molti il riso cantonese è il piatto cinese per eccellenza eppure la sua origine è occidentale, una cortesia del popolo cinese che per venire incontro al nostro gusto e usando ingredienti più facilmente reperibili ha elaborato questa versione occidentalizzata del riso Wenzhou. (qui la ricetta)
I jiaozi sono la terza pietanza del nostro menù cinese: dalla forma a corno (jiao in cinese) questi ravioli di pasta, sigillata a pressione con le dita, sono ripieni di carne tritata (maiale, bovino, agnello, pollo, pesce o gamberi) spesso mischiata con verdure verdure (cavolo, scalogno, cipollotti o erba cipollina cinese), vengono mangiati dopo l’immersione in salsa di soia e sono una vera bontà!

Non ci resta che augurarvi Zhù nín hao wèikou! (Buon Appetito!)